GLI ASTRATTI

 

La pittrice si è avvicinata agli astratti perché la formazione accademica lo richiedeva: li ha apprezzati e ha continuato a crearne. Come per la realizzazione dei nudi, non progetta mai le forme libere dei suoi astratti: si lascia trasportare dalle sfumature monocromatiche, dal gioco chiaro-scuro che crea e definisce le svariate forme. Il risultato è davvero ciò che le piace.

 

Nell’opera esposta a San Bernardino, troviamo due paesaggi differenti. Da una parte, il paesaggio cosmico, che sembra rappresentare dei pianeti: l’artista è infatti particolarmente interessata a tutto ciò che è mistero, occulto, come le stelle, il firmamento, l’universo che circondano la Terra. Dall’altra, il paesaggio detto romantico: si tratta di una paesaggio interiore, dell’essere, degli stati d’animo che determinano in un qualche modo la vita dell’individuo. Le sue creazioni ricordano alcuni quadri del famoso artista inglese Josef Mallord William Turner (1775-1851), per l’effetto atmosferico della luce, l’utilizzo del color marrone che crea dei turbini superiori all’uomo. Nei quadri di Antonella sono i sentimenti, la loro forza, che difficilmente possono essere domati dalla volontà, perché innati nell’uomo.

 

Il paesaggio è per antonomasia domaine dell’immaginario, dove molto importanti sono il vuoto, la distanza, il silenzio, la contemplazione. Guardando queste tele, ci si lascia trasportare all’interno di quello spazio immaginario dando inizio a un processo di riflessione. La pittura paesaggistica porta infatti a delle riflessioni filosofiche e psicologiche sui rapporti uomo-natura, natura qui intesa propria ai sentimenti umani.

 

 

 

CONCLUSIONE

 

Antonella trova una migliore rappresentazione e trasmissione dei suoi sentimenti nel comporre gli astratti piuttosto che nel figurato. Comunque sia, la pittura diventa un mezzo per spiegare il mondo, in questo caso il mondo interiore dell’artista.

 

I suoi quadri non sono da considerare come facenti parte di una serie: sono autonomi l’un l’altro, quindi non c’è un inizio, né uno sviluppo e nemmeno una risoluzione. Si è infatti detto che non sono stati incominciati come progetti, perché dipinge a dipendenza di come si sente in quel momento.

 

Per il momento il figurativo ha uno stile definito, anche se ci potrebbero magari essere dei cambiamenti negli astratti, ora morbidi e pacati, poi forse creati più di getto, dando libero sfogo a ciò che l’artista prova.

 

 

A cura di Donata Anotta